Giovani e Lavoro: un piano per ripartire

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#UmbriaVerso

 

a cura di Serena Santagata – Dipartimento Lavoro


Giovani e Lavoro

 

1. LA TUTELA DELLE FASCE DEBOLI E LE POLITICHE ATTIVE PER IL LAVORO

L’Umbria come regione virtuosa e promotrice dei valori costituzionali ha il dovere di puntare su politiche attive del Lavoro efficaci e rispondenti alla realtà.

La Regione Umbria, nel Programma regionale per gli interventi a sostegno del lavoro, ha recentemente individuato diverse tipologie di intervento finalizzate a favorire l’occupazione, finanziate con 23.890.000 euro. In particolare, sono state indicate le seguenti misure da attuare in via prioritaria:

  • Tirocini extracurriculari over 30
  • Tirocini extracurriculari under 30
  • Bando per l’occupazione in settori chiave
  • Percorsi formativi nei festival umbri
  • Reinserimento giovani 15/18 anni in percorsi formativi
  • Formazione mirata per l’inserimento lavorativo
  • Formazione in apprendistato annualità 14/15
  • Bonus assunzione giovani
  • Qualificazione neo imprenditori
  • Incentivi per l’assunzione dei disabili ex l.n. 68/99
  • Progetto A.P.R.I Impresa
  • Incentivi per l’assunzione dei lavoratori over 30, anche in mobilità e relativa formazione.

Si propone, anche in via sperimentale, l’implementazione delle seguenti misure a rafforzamento del sistema di politiche attive vigente:

  1. Per i lavoratori autonomi

    Riconoscimento del COWORKING come modalità di lavoro attraverso lo stanziamento di voucher ai liberi professionisti per accedere alle postazioni. Per le madri lavoratrici autonome, voucher anche per il pagamento del COBABY, appositi spazi di cura dell’infanzia allestiti nei centri di coworking.

  2. Per i più giovani

    Stipula di convenzioni tra Regione, Università, aziende per lo svolgimento di attività pratiche da convertire in appositi crediti formativi, valevoli ad integrazione degli esami, al fine di potenziare la formazione pratica degli studenti e di conseguenza, la spendibilità nel mercato del lavoro.
    Implementazione di progetti di alternanza scuola/lavoro nelle aziende, anche mediante il sostegno finanziario dalla Regione, creando un collegamento permanente tra la scuola secondaria superiore e il mondo del lavoro.

  3. Per il personale in mobilità

    Oltre ai bandi che incentivano le assunzioni da parte delle aziende, si propone la sperimentazione effettiva dei progetti di Lavori socialmente utili, al fine di limitare al minimo l’inattività, consentendo peraltro ai Comuni e ai territori di poter attingere ad ulteriori risorse umane nei servizi e nel sociale

  4. Per le donne

    Si propone la previsione di specifici incentivi volti a favorire l’attivazione di rapporti di lavoro con personale di genere femminile, disoccupato e/o inoccupato da più di sei mesi o in alternativa, fuoriuscito dal mercato del lavoro a causa della maternità.

 

2. SOSTEGNO ALLE IMPRESE

È l’impresa che genera lavoro. L’imprenditore è egli stesso un lavoratore. Per questo, ci vogliono misure vigorose a sostegno delle aziende. Eccone alcune:

Defiscalizzazione nei limiti dei bilancio regionale per le imprese che incrementano i livelli occupazionali a tempo indeterminato, ottimizzando e implementando quanto già previsto a livello nazionale dalla legge di Stabilità del Governo Renzi.

Facilitare l’accesso al credito promuovendo la costituzione di un organismo finanziario extrabancario, che sostenga gli investimenti nelle piccole e medie imprese.

Previsione nell’ambito del bilancio di un apposito “fondo regionale di rassicurazione” per far fronte alle richieste di liquidità di aziende temporaneamente in crisi, da conguagliarsi poi attraverso il sistema tributario regionale.

Sviluppare settori quali green economy e artigianato digitale attraverso appositi programmi di sviluppo regionali declinati per macroaree, attraverso criteri di selettività e condivisione con le istituzioni locali

Maggiore raccordo tra Regione, Comuni ed imprese del territorio per rilanciare settori strategici quali turismo, artigianato e commercio, mediante piani comunali di rilancio, anche con supporto finanziario della regione laddove finalizzati realisticamente all’aumento di occupazione.

 

3. RIFORMA DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO ATTRAVERSO L’ISTITUZIONE DI UNA AGENZIA UNICA REGIONALE PER L’OCCUPABILITÀ, L’ORIENTAMENTO E LA FORMAZIONE

E’ assolutamente necessario combattere il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ottimizzando il principio di sussidiarietà, al fine di valorizzare i servizi locali. Allo scopo di attuare interventi e servizi di politica attiva del lavoro volti a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, a favorire l’occupabilità limitando nel tempo la permanenza nello stato di disoccupazione dei lavoratori si propone l’istituzione di una Agenzia Regionale per l’Occupabilità, l’Orientamento e la Formazione”, dotata di autonomia gestionale, amministrativa e contabile.  L’Agenzia svolgerebbe tutte le funzioni in materia di Formazione e Lavoro precedentemente delegate alle Province di Perugia e Terni dalla Regione, ricomprendendo i Centri per l’Impiego attualmente dislocati con sedi decentrate sul territorio regionale e coordinandone l’esercizio delle attività. L’Agenzia svolgerebbe la funzione di coordinamento tecnico in materia di lavoro e servizi all’impiego, formazione professionale e formazione integrata, con particolare riguardo ai programmi finanziati dal Fondo Sociale Europeo (F.S.E) attraverso il raccordo interdisciplinare delle funzioni per le attività di integrazione tra le politiche del lavoro e della formazione. Sarebbero in tal modo azioni di sistema, ricerche e studi di settore finalizzati a supportare la programmazione delle attività e a valutarne l’efficacia e l’efficienza, anche in un’ottica di miglioramento della qualità dei Servizi.

L’Agenzia inoltre potrebbe occuparsi di:

  • coordinare e promuovere gli interventi tecnici relativi alle politiche comunitarie e di cooperazione decentrata, con particolare riguardo a progetti inerenti l’innovazione, la qualità dei servizi offerti e la trasferibilità dei risultati
  • realizzare apposite politiche sociali che hanno come destinatari i giovani e le categorie svantaggiate
  • espletare attività di supporto in materia di pari opportunità

L’agenzia, equiparata ad un servizio della Regione Umbria, attuerebbe la collaborazione con i soggetti privati accreditati presso la Regione Umbria in tema di lavoro e formazione professionale, promuovendo l’integrazione tra servizi pubblici e privati di qualità che abbiano come fine l’inserimento lavorativo dei disoccupati. Al fine di non gravare il bilancio regionale, l’Agenzia si potrebbe avvalere dei beni, delle attrezzature e del personale assegnati dalla Giunta Regionale, nonché utilizzare i beni e le attrezzature di enti, di privati e di imprese mediante apposite convenzioni.

 

4. STIPULA DI UN ACCORDO QUADRO REGIONALE TRA REGIONE E PARTI SOCIALI PER SVILUPPARE LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO

È indispensabile puntare su una collaborazione virtuosa e produttiva con le parti sociali, come nuova forza trainante per l’economia.  Una cooperazione da rafforzare attraverso la stipula di un protocollo costituito da specifici punti da attuare nella contrattazione di secondo livello. L’attuazione di quanto stipulato potrebbe dare diritto alla riduzione del carico fiscale di competenza regionale. In particolare, si prevede l’attuazione del meccanismo premiante alle aziende stipulanti contratti di prossimità incentrati su: aumento dell’occupazione, miglioramento del welfare aziendale, garanzia di mantenimento degli attuali livelli occupazionali; aumento degli investimenti per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori; adozione di formule organizzative del lavoro che abbassino i costi del lavoro senza intaccare i salari.

 

 La data in cui era possibile inserire un commento è scaduta il:
12 Febbaio 2015 ore 00.00

 

Alessia Dorillo
Alessia Dorillo
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