Farmacie comunali, Pd Perugia: “Afas eccellenza da valorizzare, non da svendere per fare cassa”

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PERUGIA – “La svendita delle undici farmacie nel Comune di Perugia e di quelle nel Comune di Magione e Città della Pieve di proprietà di Afas, proposta dal centrodestra cittadino, costituirebbe un gravissimo errore”. Così, in una nota, la segreteria e il gruppo consiliare del Pd di Perugia, che aggiungono: “Fare fronte alle difficoltà del bilancio comunale, certificate dalla Corte dei Conti e dovute alla incapacità gestionale e amministrativa della giunta Romizi, dismettendo un patrimonio aziendale, umano e professionale che tanti altri comuni italiani ci invidiano e rinunciando al valore aggiunto che le farmacie comunali sono in grado di esprimere e produrre, è assolutamente inammissibile. È per questo che il Pd di Perugia insieme ai cittadini si opporrà in tutte le sedi a tale sconsiderato progetto di privatizzazione delle farmacie comunali, promuovendo una capillare informazione e mobilitazione. Le ragioni di questa ferma opposizione sono molteplici. Il settore delle farmacie comunali ha la sua insopprimibile missione negli specifici ‘obblighi di servizio pubblico’ e nei compiti di ‘funzione sociale’, che vengono riempiti di contenuto orientando il mercato attraverso il contenimento dei prezzi del settore farmaceutico locale (fornendo a prezzo scontato, e in alcuni casi a prezzo di costo, numerosi prodotti rientranti nel ‘paniere solidale’), attraverso l’informazione e l’educazione alla salute e al consumo consapevole del farmaco, con la realizzazione di campagne di prevenzione e comunicazione relative a fenomeni quali l’abuso di alcool e droghe, il fumo, le malattie sessualmente trasmesse, i disturbi dell’alimentazione, malattie cardio-ischemiche, etc.; terreni, questi, sui quali Afas, d’intesa con l’amministrazione comunale e gli altri enti e aziende pubbliche in prima linea su tali fronti, si è da sempre impegnata. La vocazione delle farmacie comunali, pertanto, non può essere ridotta allo svolgimento di una mera attività economico-imprenditoriale limitata al ‘commercio di scatolette’: non è un caso che Afas nel tempo abbia promosso il modello della ‘farmacia dei servizi’ e considerato i propri clienti-pazienti prima di tutto come cittadini, ai quali fornire prodotti a prezzi calmierati, servizi, informazioni e consapevolezza per il loro benessere socio-sanitario. Gli importanti risultati economici e socio-sanitari raggiunti da Afas sono evidenti a tutta la collettività perugina e attestati dai bilanci consuntivi (stato patrimoniale e conto economico) e dai ‘bilanci sociali’ che dimostrano che gli utili distribuiti anno per anno alla città di Perugia sono di gran lunga superiori rispetto a quelli economici, con una redditività che sfiora il dieci per cento. Afas sin dalla sua costituzione nel 1996 ha prodotto utili costanti sino alla fine degli anni 2000 e, successivamente, ha sempre garantito al Comune il regolare pagamento del canone di affitto annuo del ramo di attività ad oggi pari a 750mila euro unitamente agli utili di gestione distribuiti al Comune che ne è unico proprietario e che per tale via può reinvestirli autonomamente. Tali risultati sono stati raggiunti grazie sia a una cultura gestionale di tipo ‘aziendale’ (pianificazione strategica, obiettivi aziendali di qualità, budget aziendali e per sede, responsabilità per risultati a tutti i livelli dirigenziali, rilevazione costante e contenimento dei costi, controllo di gestione), sia ad una costante tensione al miglioramento, anche attraverso il maggior coinvolgimento del personale rispetto agli obiettivi aziendali (economico-gestionali e socio-sanitari) e l’introduzione di più efficienti modelli organizzativi in grado di assicurare una maggior efficacia, efficienza e produttività del lavoro, per rispondere al meglio alla missione aziendale di pubblico servizio. La solidità di Afas – conclude la nota – è dimostrata dal superamento di un periodo assai delicato per le farmacie comunali (dal 2005 ad oggi), caratterizzato dalla progressiva erosione dei margini di utile derivante dalla concorrenza delle parafarmacie anche nella grande distribuzione e alle misure nazionali e regionali di contenimento della spesa farmaceutico-sanitaria, andando ciò nonostante sempre ben oltre il pareggio di bilancio (economicità, unico obbligo che il Testo unico degli Enti locali impone alle Aziende speciali)”.