Dipartimento Agricoltura PD Umbria

DIPARTIMENTO SCUOLA

DIPARTIMENTO SCUOLA

VANIA VAGNONI

RESPONSABILE REGIONALE SCUOLA

Nata a Citta’ di Castello il 23 febbraio 1978. Ha conseguito la laurea in lingue e letterature straniere all’ Universita’ di Perugia ed abilitata in lingua francese. Attualmente, insegnante di francese presso la scuola media di San Giustino. Fa parte dell’unione comunale del PD di Citta’ di Castello, invitata permanente della direzione regionale e riveste il ruolo di responsabile del Dipartimento scuola Pd

Il dibattito sulla scuola non è questione da club esclusivo. La scuola è il luogo dell’educazione, della formazione e dello studio. E’ il luogo dell’acquisizione di conoscenze e competenze, dello sviluppo della coscienza critica. Un luogo decisivo. Può diventare un campo di battaglia, dove si comunica con un linguaggio cifrato, comprensibile a pochi? Il Dipartimento Scuola Pd Umbria metterà al centro della sua azione la scuola pubblica, come entità in osmosi con la società, con il quartiere, con il comune, con le associazioni di volontariato. Un luogo di integrazione dove si moltiplicano gli spazi aperti. Il problema degli altri è uguale al mio. Uscirne tutti insieme è politica. Di scuola pubblica devono parlarne tutti e tutti hanno il diritto di essere ascoltati. Nessun fastidio, nessuna superbia.

PIERO CALAMANDREI

DAL DISCORSO PRONUNCIATO AL III CONGRESSO IN DIFESA DELLA SCUOLA NAZIONALE A ROMA L’11 FEBBRAIO 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito?……Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”