Addio a Tina Anselmi, simbolo per le donne e per la democrazia

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di Simona Meloni*

Ieri è venuta a mancare una donna di una straordinaria normalità; una donna libera, appassionata, generosa che ci ha mostrato la parte più bella della politica, quella con la P maiuscola, quella che mette al centro la persona con i suoi bisogni, le sue necessità, facendosi sempre baluardo di alti ideali e del bene comune. Tina è stata parlamentare, primo ministro donna nella storia Italiana nel 1976, staffetta partigiana a 17 anni nella Brigata Cesare Battisti, donna concreta e pragmatica, capace di cogliere le istanze di tutti gli interlocutori e di mediarle. Primo politico coraggioso a cercare di chiarire il groviglio di interessi e opacità nella loggia P2 sottolineando spesso la solitudine che ha accompagnato la sua battaglia contro i poteri oscuri e che l’ha vista impegnata a ricostruire il tessuto morale del Paese. La democrazia ha bisogno di normalità diceva; la grande credibilità di Tina Anselmi nasce in primis dal suo esempio d ipersona, di donna delle istituzioni e della politica. Ha avuto una carica umana straordinaria e la capacità di essere, anche nelle situazioni più delicate, sempre uguale a se stessa, simbolo dell’Italia dei buoni sentimenti.
A Tina Anselmi dobbiamo la battaglia per il voto alle donne e la legge sulle Pari Opportunità. Ha sempre rivendicato con una passione non banale il ruolo delle donne in politica: “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie – ha sempre sostenuto – le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”.
Una donna che ha portato in politica uno spirito inedito nelle stanze del governo: spiritosa, anti-retorica, il contrario esatto di certi successivi modelli narcisisti e tutti auto-riferiti, una che di sé scriveva con semplicità. Una Donna che ha attribuito alla politica primato e nobiltà, non in nome di una parte ma di tutti e per tutti e questo è uno degli insegnamenti più importanti di cui fare tesoro.
Mi piace concludere questo breve suo ricordo con una sua frase: “Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci”. Se ne è andata una persona speciale che ci lascia una grande eredità di contenuti, morale e politica. Ne faremo tesoro e insegnamento e dobbiamo impegnarci per proseguire sul suo cammino. Insieme e uniti.

*Resp Diritti e Pari opportunità delal Segreteria Regionale PD